Laboratorio di recitazione

Giovedì 22 novembre è terminata la prima edizione del laboratorio di recitazione tenuto in Art River da Roger Mantovani.

Come quasi tutte le proposte dell’associazione, questo laboratorio non si è svolto con le classiche modalità, tipiche dei teatri tradizionali. È stata piuttosto un’esperienza di vita introspettiva individuale e di relazione con gli altri. È stata un’occasione per conoscere nuove e belle persone, esprimere liberamente se stessi, senza sentirsi giudicati dagli altri e senza percepire pregiudizio alcuno.

Presentazione del laboratorio

Durante le 8 lezioni sono stati affrontati temi come le emozioni, la postura e la dizione.  Sono state lette poesie, sviscerandone il contenuto e capendo perché l’allievo aveva scelto quell’autore piuttosto che un altro. Sono stati scelti e rappresentati spot pubblicitari. E infine, indossando una maschera neutra, in una lezione gli allievi hanno provato ad essere tutto, fuorché se stessi.

Maschera neutra

Stando alle parole di Stefania, una delle allieve di questo corso: “recitare se stessi è la cosa più difficile, senza maschere, con le proprie debolezza, difetti e qualità”. Ma come lei, anche gli altri allievi hanno mostrato di avere una spiccata sensibilità. Sono stati bravi a mettersi alla prova in tante occasioni, superandole brillantemente con impegno e dedizione.

Allievi e docente

Il docente Roger Mantovani è stato bravo a far sentire le persone a proprio agio, in un clima di sincerità, schiettezza e divertimento. Stare al gioco dell’ironia era la prima regola, accanto a flessibilità ed elasticità mentale.

Il clima easy che si respirava durante il laboratorio, portava a reagire con un sorriso a qualunque battuta, situazione o esercizio teatrale. D’altronde, pare sia anche il modo più intelligente di affrontare la vita quotidiana. E allora, accanto alle cose belle imparate durante il laboratorio, anche di questo approccio non resta che farne tesoro.

Non ci resta che aspettare il sequel.

Adelaide De Martino

Open Day: Art River apre le porte

Ieri sera 20 settembre all’interno della Fonderia Napoleonica Eugenia di Via Thaon de Revel, c’è stata la presentazione delle attività artriveriane del nuovo anno accademico.

L’afflusso di persone provenienti anche da fuori Milano, è stato cospicuo. Amanti dell’arte, appassionati di lettura, di cinema, di teatro, scrittori amatoriali, scrittori professionisti o semplicemente curiosi, sono stati spinti dal loro istinto a scendere negli abissi di Art River. La scala a chiocciola li ha portati in questo spazio creativo underground, dove la musica di Simone Soya e Giamma Soren ha fatto da colonna sonora.

Music by Giamma Soren e Simone Soya

Preceduto da una performance richiamante la scena della doccia di Hitchcock in Psyco, finalizzata a fare ironia sul cinepanettone, il regista Alessandro Baracco ha presentato il cinecult.

C’è stata poi la presentazione del laboratorio di scrittura narrativa sperimentale Jazz Storytelling, ad opera di Antonio Ribatti e Emina Gegic e del laboratorio di recitazione, ad opera di Roger Mantovani. Si è parlato del percorso Eros e Arte, tenuto dall’autrice e sceneggiatrice Emina Gegic, dal regista Alessandro Baracco, dalla disegnatrice Anna Lui de L’Osservatorio figurale, dalla psicologa Barbara Emanuele, e dal musicista, nonché esperto di jazz Antonio Ribatti.

Emina Gegic e Barbara Emanuele
Tina Venturi in posa per il disegno dal vivo di Anna Lui

Una delle performance della serata, volta a immortalare l’unione artistica tra Art River e L’Osservatorio Figurale di Via Borsieri, è stato il disegno dal vivo, che Anna Lui ha realizzato grazie alla scrittrice e attrice Tina Venturi, che ha posato per lei.

L’attrice è stata altresì protagonista, assieme a Roger Mantovani, di un’incursione teatrale con lettura ad alta voce di un pezzo di Sentieri di bronzo:  un progetto che sarà realizzato presso la Fonderia Napoleonica con il patrocinio della Regione Lombardia e del Ministero dei Beni Culturali. È prevista la stesura di un testo teatrale, già iniziato dagli allievi della prima edizione del laboratorio di drammaturgia, e la successiva rappresentazione.

Roger Mantovani e Tina Venturi nello schetck di Sentieri di bronzo

Nel corso dell’evento, inoltre, proprio per pubblicizzare sentieri di bronzo, in cui uno dei personaggi è una suora, è stato realizzato un simpatico flash mob.

Tante idee, tante iniziative, ma soprattutto tanto divertimento e simpatia. Art River è questo e molto altro, capace di aprire le porte non solo della Fonderia, ma anche del cuore, della mente e dell’animo delle persone.

Adelaide De Martino 

 

 

 

 

 

Festival F-Est@rt Leggende d’estate

Rituali magici, feste, falò, musiche e danze hanno da sempre accompagnato il solstizio d’estate nelle antiche tradizioni pagane. Anche Art River, a circa un anno dalla sua nascita, ha voluto commemorare questo momento, in collaborazione con l’agenzia Passpartout comunicazione & eventi con stile. Nella suggestiva atmosfera della Fonderia Napoleonica Eugenia, ha così festeggiato il suo primo compleanno, durante F-est@art Leggende d’estate, evento curato e diretto dal regista Alessandro Baracco: i paesi dell’Est Europa e la battaglia della donna tra indipendenza e sopraffazione, sono stati il filo conduttore delle diverse rappresentazioni artistiche realizzate durante la serata.

Fonderia Napoleonica Eugenia

In quello che si prospetta essere il primo di una lunga serie di eventi che si svolgeranno da settembre in questa splendida location, sono stati amalgamati arte, cinema, moda, musica, danza e gioco.

Semsudin Gegic e Emina Gegic

All’interno dello spazio creativo Art River è stato innanzitutto riprodotto “Ambasciatori studiano le lingue“: un documentario scritto e diretto da Semsudin Gegic e Emina Gegic, entrambi presenti in sala. Girato in due anni circa tra Bosnia Erzegovina, Italia e Germania, questo cortometraggio di 25 minuti è una testimonianza di quanto è accaduto ai bambini di un orfanotrofio di Sarajevo durante e dopo la guerra. Tra giochi politici e burocrazie non sempre pulite, traspare il messaggio della perseveranza come arma vincente, impugnata in questa storia da una donna, Biba.

Marina Kaminsky

Ma le donne di solito raggiungono traguardi e realizzano capolavori non solo grazie alla loro tenacia. Spesso è la sensibilità che le spinge a creare grandi opere: è il caso di Marina Kaminsky e Silvia Senna, che hanno esposto i loro quadri in occasione di questo Festival, sempre all’interno dello spazio creativo Art River.

Silvia Senna

Nelle città metropolitane rappresentate dalle artiste, i dettagli e i particolari diventano protagonisti, come una panchina, un edificio o una strada. Marina e Silvia riescono a carpire la valenza artistica contenuta in oggetti che quotidianamente possono passare inosservati, forse a causa della frenesia e dello stress cittadino.

T-Art Rev

Sicuramente, invece, non passano inosservati gli abiti T-Art Rev, realizzati dalla stilista russa Natalia Siassina e indossati per l’occasione dalle modelle del concorso internazionale Miss Small World: eleganza, classe e bellezza accomunano non solo le splendide modelle, ma anche gli abiti che la stilista definisce “adatti sia alle grandi occasioni che al quotidiano”.

T-Art Rev

Il perfetto connubio tra moda e arte si è realizzato, inoltre, in due abiti indossati durante la sfilata, raffiguranti l’uno un quadro della Kaminsky e l’altro un quadro della Senna.

Marina Morozova

Ma qualunque rappresentazione artistica, per raggiungere il suo apice, ha bisogno di una colonna sonora che si rispetti. Nel corso dell’evento, alternandosi a danze e canti popolari folkloristici dell’Est Europa, si è esibita il soprano russo Marina Morozova accompagnata dalla soave musica del violino.

Canti folkloristici

Ma arte è anche divertimento e allegria. Dopo qualche bicchiere di vino, le vivaci e colorate danze tematiche, ad allettare gli invitati con stimoli intellettuali e premiazioni è stata la caccia al tesoro semantica organizzata da Alessandro Baracco.

Tante idee e tante rappresentazioni, quindi, si sono mescolate durante il Festival di F-Est@art Leggende d’estate. E se nelle credenze popolari pagane il solstizio d’estate rappresentava e rappresenta l’inizio di un nuovo periodo, è auspicabile che questo nuovo periodo sia ricco di iniziative e progetti all’insegna della creatività: per Art river, come per tutte le altre eccellenze artistiche che hanno partecipato alla serata.

Adelaide De Martino